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Hello everybody out there using minix –

I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and
professional like gnu) for 386(486) AT clones. This has been brewing
since april, and is starting to get ready. I’d like any feedback on
things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat
(same physical layout of the file-system (due to practical reasons)
among other things).

I’ve currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I’ll get something practical within a few months, and
I’d like to know what features most people would want. Any suggestions
are welcome, but I won’t promise I’ll implement them 🙂

Linus (torva@kruuna.helsinki.fi)

PS. Yes – it’s free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT protable (uses 386 task switching etc), and it probably never
will support anything other than AT-harddisks, as that’s all I have :-(.

Scriveva così,in una giornata calda di fine agosto,alle 02-12 di mattina Linus Benedict Torvalds.

Con queste parole, il ventiduenne finlandese annunciò nell’agosto 1991 la volontà di scrivere un sistema operativo per computer che riuscisse a competere non solo con il sistema Unix e i suoi derivati, allora molto diffusi, ma anche contro Microsoft Windows, di cui l’anno prima era uscita la versione 3 e che cominciava a muovere i primi passi nel mercato dell’informatica.

Mancano pochi giorni all’anniversario di quello che per molti viene considerata la svolta epocale,la nascita del cuore del sistema operativo (il cosiddetto kernel), l’elemento che gestisce tutte le operazioni fra i software installati e la macchina hardware chiamato proprio in onore del suo artefice ,LINUX.

Per ottenere questo scopo, Torvalds chiese l’aiuto a diversi programmatori che iniziarono a installare il sistema, a correggerne gli errori, a suggerire migliorie. Attraverso internet, un embrione di quella rete che conosciamo oggi, gli utenti si moltiplicarono a dismisura, in tutto il mondo. Quel sistema operativo oggi è una realtà utilizzata su milioni di computer e il suo modello di sviluppo collaborativo è diventato la base di una vera e propria “filosofia” di sviluppo informatico.
FONTE:www.repubblica.it

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